Movimento Specifico Funzionale per il calcio: un assist per i sogni.

copertina MSF CalcioAll’inizio degli anni ’90 un ragazzo si dedicava totalmente al suo sogno: giocare a calcio. Nel suo paesino d’origine era quello più forte, il classico ragazzo che nelle due squadre dell’oratorio o è il capitano oppure viene scelto trai primi. E’ veramente il più forte, nonostante abbia i piedi più scarsi e la tecnica peggiore tra tutti i ragazzi; ma come è possibile tutto questo? Come fa quello con i piedi a “banana” e che ha difficoltà a palleggiare a fare il capitano e ad essere scelto per primo? Semplice: con la preparazione atletica e l’allenamento. Questo nostro ragazzo faceva dieci rampe di scale di corsa più e più volte, correva per ore, si allenava da solo facendo scatti e decelerate; tutto ciò gli permetteva di essere superiore fisicamente, per potenza e per resistenza rispetto agli altri e questo annullava la disparità tecnica. Questo è il messaggio che Claudio Donatelli, attuale preparatore atletico della Nazionale italiana di judo e che vanta anche una carriera di tutto rispetto nella S.S. Lazio (preparatore atletico dal 1998 al 2004) e nello staff-tecnico di Paolo Di Canio durante le sue esperienze in Inghilterra, vuole far passare nel suo libro “Movimento Specifico Funzionale per il calcio”: attraverso una corretta e ben organizzata preparazione fisico-atletica anche il giocatore più carente dal punto di vista tecnico può giocare ad alti livelli ed essere decisivo. Evidenziando quelli che sono i vari movimenti che vengono compiuti nel gioco, mettendo a confronto il modo giusto ed errato di compierli e introducendo degli esercizi innovativi, egli vuole appunto fornire una “ricetta” contro la mancanza di talento, la quale può essere colmata appunto con la potenza fisica e con il giusto modo di muoversi in campo. Inoltre il professor Donatelli propone una preparazione graduale, che non sovraccarichi troppo i giocatori e che riduca al minimo il rischio di infortuni (un’implicita critica al metodo prevalentemente usato oggi in Italia, per il quale ci si preoccupa solo di potenziare i nostri giovani e i nostri giocatori, trascurando la loro salute muscolare e articolatoria). Propone quindi un continuo rinnovamento della preparazione, in modo da invogliare gli atleti a seguirla costantemente ed anche con curiosità. Per la cronaca, quel ragazzo di cui parlavo all’inizio veniva da Corigliano Calabro, si chiamava Gennaro Ivan Gattuso ed ha vinto due Champions League con la maglia del Milan e una Coppa del Mondo con la maglia della Nazionale. La preparazione atletica fa proprio miracoli!

Marco Bongianni

MSF Calcio di Claudio Donatelli

MSF Calcio di Claudio Donatelli

Il piede è un grande organo di senso, attraverso i suoi molti recettori raccoglie ed invia informazioni fondamentali per aiutare l’atleta a capire, ad esempio, la propria posizione, il livello di equilibrio, ma anche a prendere energie dal terreno utili per l’applicazione delle proprie spinte. Il piede è il canale sempre attivo per lo scambio di informazioni tra terreno e atleta. Così il calciatore si serve dei propri piedi per interagire con l’ambiente circostante, per realizzare i propri intenti motori, per modificare un programma avviato.  Pertanto i piedi e il loro continuo lavoro sono un elemento importante per lo svolgimento del programma motorio.

Quando si sviluppa il programma per l’allenamento degli spostamenti, gli aspetti da tenere sempre in evidenza, nell’azione dei piedi, sono:

–  fase di pre-carico del piede libero;

– contatto con il terreno con l’avampiede;

– tempi di contatto brevi;

– grande mobilità ed indipendenza.

Il piede libero (non in appoggio), durante la fase di volo, deve assumere una posizione di flessione dorsale a vantaggio di un accumulo di energia. Questa è definita fase di pre-carico, cioè i muscoli della gamba, responsabili della successiva spinta, verranno stirati con conseguente accumulo di energia da sprigionare al momento del contatto a terra.

Non è un movimento che gli atleti percepiscono come naturale ma, una volta appreso, difficilmente lo dimenticheranno. Questo atteggiamento va poi sollecitato in ogni  altra esercitazione per rafforzare l’apprendimento e per non incorrere in errori. Gli esercizi per far apprendere e poi migliorare questo delicato aspetto degli spostamenti, vanno introdotti a velocità crescenti.

Esercitazioni in camminata
– Camminando, il piede in appoggio si esercita nella flessione plantare (spinta), mentre il piede libero lavora in flessione dorsale (precarico). Ripetere più volte lungo una distanza di 15 metri:
a) riunire l’appoggio dopo ogni passo;
b) di continuo senza riunire.
Livello: iniziale
Difficoltà: 1/3
– Aumentare l’ampiezza dei movimenti, con il ginocchio della gamba libera che sale al bacino. Ripetere più volte lungo una distanza di 15 metri:
a) riunire l’appoggio dopo ogni passo;
b) di continuo senza riunire.
Livello: iniziale
Difficoltà: 1/3
– Muoversi con spinte laterali:
a) riunire l’appoggio dopo ogni passo;
b) aumentare l’ampiezza dei movimenti
e la velocità di esecuzione.
Livello: iniziale
Difficoltà: 1/3

Esercitazioni con fase di volo
La fase di volo ci permette di rendere il tutto più accentuato. La spinta dovrà essere maggiore, verrà stimolato l’equilibrio dinamico in volo, la caduta dovrà preparare il rimbalzo successivo.
– Progressione di andature in passo saltellato:
a) semplice passo saltellato;
b) enfatizzare la flessione solo della gamba destra;
c) enfatizzare la flessione solo della gamba sinistra;
d) enfatizzare la flessione di entrambe le gambe in modalità alternata.
Livello: iniziale
Difficoltà: 1/3
– Saltelli in passo spinta a due tempi:
1) piedi uniti;
2) ginocchio flesso avanti e alternato.
Fase di volo molto limitata, aumentare la velocità.
Livello: iniziale
Difficoltà: 1/3

Esercitazioni di movimento rapido
Un buon espediente per valutare e migliorare l’utilizzo dei piedi negli spostamenti veloci, sono le partenze in accelerazione da posizioni diverse:
Il passaggio successivo consiste nel combinare insieme le accelerazioni e i movimenti veloci, a direzioni varie, a passi frequenti, di ridotta lunghezza.
Scivolamenti laterali (orizzontali) con passo incrociato: 2 passi in andata + 2 passi nel ritorno.
Livello: iniziale
Difficoltà: 2/3

Per saperne di più: MSF calcio, il movimento specifico funzionale per il calcioClaudio Donatalli. Perugia: Calzetti & Mariucci, 2013

Oggi su Sky Sport News UK hanno messo in onda un servizio con intervista ad un allenatore che attualmente lavora in Championship (la serie B italiana) e da atleta è stato un importante attaccante di livello internazionale. La conversazione era incentrata sullo spiegare la bravura dell’attaccante del Manchester United Robin Van Persie, e l’allenatore appunto raccontava quali fossero le qualità che lo rendevano così speciale. I termini più usati riguardavano la sua grande capacità di muoversi e spostarsi con e senza palla. Il punto veniva enfatizzato anche con la mimica del viso e delle mani e proprio a rendere il tema ancora più chiaro, venivano fatti nomi di altri illustri calciatori del passato. Van Persie si muove perfettamente senza il pallone, sa smarcarsi, ha ottima tecnica nella corsa, è veloce, rapido, preciso…

Osserviamolo in azione in alcune immagini di gioco carpite durante alcune gare.

Praticamente uno dei calciatori del momento, secondo il parere degli addetti ai lavori, ha come fondamentale qualità il sapersi spostare durante le fasi di gara. Il movimento specifico lo esalta, lo rende speciale e potenzia la sua prestazione al punto da farlo essere l’attaccante di riferimento di una delle squadre più forti del Mondo. La capacità di spostamento può determinare la qualità di una performance in senso positivo o negativo. Il sapersi muovere, il saper organizzare le proprie azioni sono aspetti che vanno individuati ed allenati durante le sessioni settimanali nel rispetto della regola principale dell’allenamento: la razionalità al modello prestativo.

Gli spostamenti del calciatore in questione sono un insieme di gestualità tecniche che vengono combinate in armonia con la lettura della situazione o con l’anticipazione di una situazione futura.

Così grazie a spettacolari atleti come R. Van Persie capiamo ancora di più cosa dobbiamo addestrare in un atleta per migliorare la sua prestazione.

Claudio Donatelli

Marco Barbato è un giovane preparatore atletico che lavora attualmente nel settore giovanile della A.S. Roma. Qualche giorno fa mi ha inviato una piacevole email che di seguito vado a pubblicare.

“Salve Prof., il mio nome è Marco Barbato, e svolgo l’attività di preparatore fisico nel calcio. Volevo dirle che: questa estate ho acquistato il suo libro “Il Movimento Specifico Funzionale” e volevo farle i complimenti per gli spunti metodologici e l’arricchimento culturale che offre. Inoltre, nel mio programma di lavoro, in questa stagione sto dedicando una percentuale molto importante agli spostamenti. Questa strada mi sta portando a continue riflessioni sulla diversa motricità, e tipologia di spostamenti che si presentano durante le svariate situazioni di gioco, e ad una più approfondita conoscenza della tattica calcistica . Insieme ad un mister con cui collaboro, stiamo adattando le diverse tipologie di movimenti anche in base ai ruoli, sperimentando cosi nuove esercitazioni.
Spero ora di non averle rubato troppo tempo, le rinnovo i miei complimenti. A presto, Marco Barbato.”

La lettera di Marco va diretta al punto che ci interessa e che in questo blog cerchiamo di approfondire. Nella sua pratica quotidiana, sul terreno di gioco, Marco dedica una buona fetta di tempo al miglioramento degli spostamenti specifici. Inoltre questo lo porta a sperimentare ed organizzare nuove esercitazioni finalizzate proprio a questo obiettivo. Il tutto contribuisce ad elaborare una didattica che nel suo caso si va ad integrare perfettamente con quella dell’allenatore. Nella lettera si accenna anche ad uno step successivo molto importante, che consiste nello studiare e allenare i movimenti dei calciatori a seconda del loro ruolo.

Complimenti Marco per il tuo impegno! Buon lavoro!

Parlare del gioco del calcio non è sempre cosa facile, nonostante si dica sempre che ci sono più conoscitori di calcio che di altro.

Lo sport di cui parliamo è fortemente caratterizzato in tutti i suoi minimi aspetti: tattici, tecnici e soprattutto fisici/motori. Le dimensioni del campo con le regole di gioco sono le prime cose che contribuiscono a porre dei paletti ai calciatori. Ostacoli che il gruppo squadra deve saper superare in modo efficace, cioè finalizzato al raggiungimento finale, ovvero la vittoria della gara. La squadra così deve provvedere a non far segnare goal agli avversari, si deve organizzare in modo tale da conquistare il possesso della palla ed orientare lo stesso verso la zona più vicina possibile alla porta avversaria, per poter poi realizzare una rete. I semplici concetti appena espressi necessitano di essere messi in pratica attraverso movimenti, azioni, gestualità specifiche richieste dal gioco stesso. Gli spostamenti nel campo di gioco si definiscono organizzati perché si riferiscono ad una serie di movimenti di squadra spesso preordinati che possono dare un vantaggio nella riuscita finale del gioco.

La conoscenza profonda delle richieste motorie del calcio possono aiutare tutti i componenti di uno staff tecnico nel rendere più efficace il proprio lavoro e la propria proposta. Questo perché consente di capire l’alfabeto motorio dello sport in questione, e quindi di elaborare una didattica razionale che porti gli atleti a parlare fluentemente il linguaggio specifico. I codici di gioco spesso si ripetono, anche se con modalità differenti (in termini di velocità, ampiezza, profondità, altezza, ritmo…), ma possono essere riconducibili a precise categorie di movimento. Queste categorie rappresentano dei modelli per i tecnici e come tale seguono delle semplici regole biomeccaniche che possono essere apprese già osservando il gioco stesso semplice. Detto fatto ci tuffiamo nella partita, il calciatore “A” si muove lentamente fronte avanti, per poi accelerare fronte avanti, compie una decelerazione, uno scivolamento laterale dx, per poi spostarsi lentamente indietro sempre fronte avanti, adesso cammina. In questi 30 secondi di cronaca di una gara qualsiasi abbiamo selezionato, sottolineandoli, alcuni modelli di spostamento che il calciatore di successo deve saper controllare e produrre in modo efficace!

In bibliografia una buona classificazione ci viene proposta da J. Bloomfield & coll., l’articolo che segue è molto interessante e merita di essere letto e approfondito. All’interno si trova una scheda riassuntiva di quelli che sono i movimenti riconosciuti dall’autore come importanti e caratterizzanti il gioco del calcio.

http://www.jssm.org/vol6/n1/8/v6n1-8pdf.pdf

L’articolo, in inglese ma facilmente comprensibile, è un un quadro chiare ed esemplificativo di ciò che un preparatore fisico dovrebbe avere chiaro in testa. Da qui si può muovere la discussione verso un’analisi quantitativa del gioco!

Claudio Donatelli

Semplificando un po’ le cose ma non troppo si può affermare quanto segue.  Imparare gli accordi di uno strumento come la chitarra ci permettere di iniziare a suonare le canzoni che più ci piacciono. La pratica quotidiana e lo studio di elementi più complessi ci possono portare ad un livello sempre migliore e a suonare in maniera più armonica, fluida e complessa. Così come quando impariamo a guidare la macchina, apprese le nozioni teoriche e pratiche fondamentali, possiamo guidare la nostra macchina in tanti tipi di strade differenti. L’esperienza di guida su strade nuove e difficili ci porta poi ad avere una migliore dimestichezza e sicurezza. Così è l’apprendere una gestualità sportiva come il calcio, nei primissimi livelli di specializzazione ai bambini viene mostrato il modo migliore per controllare il pallone, viene spiegato loro il significato di questa gestualità e successivamente, i piccoli calciatori, potranno esercitarsi in situazioni semplici e poi sempre più complesse. La pratica continua permette di assimilare quelle che sono le regole base del controllare il pallone che arriva radente al terreno, con le possibili variabili. Appresi i principi teorici e pratici che fondano questo gesto tecnico il ragazzo potrà fare esperienze sempre più evolute e districarsi con successo in momenti di gara diversi. L’esercizio tecnico, l’addestramento specifico con la palla è anche un elemento base di gran parte delle sedute di allenamento, a qualsiasi livello, per calciatori adulti.

Premessa con domanda: ma quanto tempo un calciatore, durante una gara, è in contatto diretto con il pallone? In media e con le dovute distinzioni per ruolo e senza andare a consultare articoli scientifici 2 minuti? 3, 4, massimo 5 minuti! Bene e per il resto del tempo i nostri atleti che cosa fanno? Si muovono!!!

Altra domanda: il calciatore può determinare un’azione vincente solo quando è in possesso di palla? No in modo assoluto, perché con un’azione efficace del proprio corpo può indurre l’avversario all’errore, oppure con uno spostamento a tempo e coordinato può creare i presupposti per un controllo o una conclusione vincente.

Quindi ci troviamo di fronte ad un importante passaggio, il calcio è uno sport fortemente caratterizzato in tutte le azioni che richiede, pertanto allenare gli atleti ai movimenti fondamentali in possesso palla e non possesso palla può migliorare direttamente la loro prestazione. Quindi è necessario arricchire la proposta del moderno preparatore atletico degli elementi fondanti l’attività tecnica dei calciatori. Come l’allenatore si dedica all’addestramento dei calciatori, anche il moderno preparatore atletico dovrà dedicarsi allo sviluppo di quei presupposti chiave per una pratica razionale. Presupposti motori, coordinativi, tecnici che rispondono alle reali esigenze del calcio moderno, sui quali si costruisce la capacità di prestazione del gruppo squadra. Presupposti che andranno ad influire positivamente anche sugli aspetti metabolici e neuro-muscolari, per i quali spendiamo sempre molto tempo nelle nostre sedute.

Il primo passo consiste nell’individuare i modelli fondamentali di movimento, capire le corrette esecuzioni, le regole biomeccaniche che li sostengono e realizzano. Successivamente ideare e raccogliere le esercitazioni (i mezzi) che possono svilupparne l’apprendimento, la metodologia migliore da seguire per finalizzare meglio il lavoro.

Questi elementi didattici appena elencati sono da mettere nella borsa del moderno preparatore atletico, affianco al pc e ad altre apparecchiature elettroniche. La pratica continua e coerente di tutte queste attività rientra nel piano per lo sviluppo della capacità di spostamento del calciatore, elemento peculiare per la costruzione di calciatori sempre più bravi. Pratica di cui il preparatore fisico moderno deve farsi carico e di cui deve diventare il massimo esperto.

Claudio Donatelli

Cari colleghi e amici,

quotidianamente ci troviamo in campo ad assistere alla pratica tecnico tattica dei calciatori che ripetono determinate azioni preordinate, organizzate dagli allenatori per il raggiungimento di un determinato obiettivo, ora tecnico, ora tattico. L’allenamento, come tutti noi sappiamo benissimo, è un complesso processo che si basa su concetti pedagogici, psicologici, legati alle vie dell’apprendimento motorio. E gli allenatori sanno benissimo che la pratica quotidiana, la correzione degli errori, la dimostrazione dei giusti movimenti, sono la migliore via per insegnare o migliorare ogni singola azione agli atleti. Il processo viene poi semplificato con l’utilizzo di metodi diversi che permettono di distribuire i vari mezzi di allenamento in modo coerente e gerarchico.

Così quando ci troviamo ai bordi del campo, cronometro alla mano, ad aspettare il nostro turno, in attesa che il Mister faccia il suo lavoro, A cosa pensiamo? A cosa non pensiamo?

Una cosa importante che dovremmo fare è porre attenzione alle parole, ai termini tecnici, alle correzioni e alle richieste motorie dei nostri allenatori. Questo è un passaggio fondamentale per capire semplicemente quali sono i presupposti motori che gli allenatori pretendono da ogni singolo calciatore. E così aprire le orecchie: “frena!” “taglia!” “scivola!” “arretra!” “accelera!” “salta!” “lungo-corto!”… Oltre alle orecchie bisogna spalancare gli occhi per imparare le corrette esecuzioni e le eventuali correzioni.

E così, a bordo campo ora stiamo operando un cambio di prospettiva, un passo profondo verso il nucleo della materia del nostro lavoro. Conoscere i movimenti che compongono il panorama del nostro sport, imparare l’alfabeto motorio del gioco del calcio ed aggiornarlo quotidianamente. Questo passaggio può segnare in modo nuovo e positivo le nostre competenze; può dare una forte accelerazione al progresso generale della prestazione fisica dei nostri atleti; può aprire un panorama senza limiti a tutta la moderna preparazione fisica per il calcio. Eh si perché di uno sport altamente tecnico e caratterizzato in tutti i suoi momenti stiamo trattando, cioò il calcio! Tutto ciò che riguarda la motricità di questo bellissimo sport è qualcosa che riguarda in modo particolare questo settore, ogni movimento, cronometrabile o no, che i calciatori estrinsecano durante la gara, hanno un obiettivo tattico e uno preciso scopo funzionale. La moderna teoria metodologia dell’allenamento deve far fronte a queste richieste, attraverso l’elaborazione di una didattica per gli spostamenti del calciatore che si basi su principi biomeccanici, su modelli chiari, su concetti coordinativi, sulle competenze tecniche.

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